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Nissan Leaf: com’è la vita quando si guida un’elettrica?

La vita in un auto elettrica è diversa dal guidare un’auto tradizionale: l’abbiamo scoperto provando la Nissan Leaf, ed ecco cosa ne pensiamo.

Su Drive Legends nei prossimi giorni troverete la prova su strada della Nissan Leaf (proposta sia con un articolo sia con un video): lì analizzeremo ogni dettaglio tecnico e impressioni. La cosa che però ha richiesto la produzione di un ulteriore articolo è la vita elettrica. Cerco di spiegare meglio: avere un’auto con motore “classico” permette di poter rifornirsi di carburante in molte stazioni di servizio. Ma se il carburante della vostra auto è l’elettricità che scorre in una batteria (con un’autonomia più bassa rispetto ai classici motori endotermici), come cambia la vostra vita?

Un approccio diverso

Partiamo da una premessa: la Nissan Leaf che abbiamo guidato aveva una batteria da 40 kWh, capace di dare un’autonomia fino a 270 km (che alla fine, tra aria condizionata e comfort si riducevano sempre a 230 km). Questo significa che se nella vostra vita girate spesso in città, senza fare viaggi lunghi, allora le vostre abitudini cambieranno poco (ne parleremo dopo). Ma se doveste andare da Roma a Milano?

Per arrivare dovreste percorrere 550 km circa: per macinarli con la Nissan Leaf, presupponendo di avere una carica completa (270 km tondi), vi servirebbe caricare l’auto per 2 volte lungo il tragitto. Ma quanto ci vuole per una ricarica? Se trovaste un punto di ricarica rapida (50 kW) vi basterebbe 1 ora per arrivare dal 20% all’80%. Facendo due rapidi conti, con due ricariche lungo il tragitto, arrivereste precisi a Milano con un 10% rimanente di batteria. Due soste da 1 ora, in fin dei conti, cambiano poco la vita: un pranzo, un aperitivo (logicamente analcolico se guidate) e via, verso la vostra destinazione. Ma se le colonnine sono più lente? Non prendiamo in considerazione il caso dei 7 kW, che richiederebbero 7 ore e mezza di ricarica completa, certamente però fare delle soste da 3 ore ciascuna renderebbe il viaggio decisamente diverso.

Ecco quindi che la vita cambia: l’idea di fare un viaggio dal punto A al B evolve in qualcosa di più strutturato. Magari la prima sosta di 3 ore potreste farla visitando Arezzo e la sua Cattedrale, mentre la seconda a Parma. Come avrete capito, non sempre diverso è male. È solo diverso. Naturalmente non calcoliamo che il costo di un pieno si aggira attorno agli 8€, abbattendo i costi di rifornimento in modo sostanziale.

La vita comune

Abbiamo detto che i lunghi tragitti cambiano. E quelli brevi? Girare in una città con a disposizione una sola colonnina (come Monterotondo) diventa complesso: posizionata al centro città, diventava quindi necessario fermarsi e farla ricaricare quelle 5h utili per avere un pieno completo. Nulla di strano, se pensiamo che alla fine non passiamo (sempre) la nostra vita in auto: basta solo far coincidere il momento in cui l’auto è ferma con quello in cui è in carica. Se poi ci mettiamo la possibilità di caricarla a casa e la maggior presenza di colonnine a Roma, allora il gioco è fatto.

Le stazioni di ricarica sono di vario tipo: si passa da quelle private (che potrete utilizzare se aperte) a quelle Enel X (che richiedono una carta o un pagamento telematico): l’applicazione Nissan (o il sito ufficiale) permettono comunque di cercarle in facilità, vedendo persino quanta potenza erogano e se sono libere o meno.

Stile diverso di guida

Se premete l’acceleratore in un auto “classica”, prima partirà la combustione di carburante, poi l’impulso motrice alle ruote per accelerare. In un’auto elettrica si salta un passaggio, rendendo la vettura decisamente più scattante. La Nissan Leaf che abbiamo provato ha 149 CV di potenza, qualcosa di raro in una vettura a motore endotermico standard: l’auto elettrica in questione però non è per nulla standard. Comoda come un’utilitaria e accessoriata come un’auto di lusso, la comodità nel guidare questa vettura ha dell’eccezionale. Senza scendere nei dettagli (che troverete nella Prova su Strada), con quest’auto potete davvero scattare – nonostante le dimensioni – in qualunque città, sia essa una piccola di provincia o una metropoli.

È solo l’inizio

Due grandi novità devono arrivare per passare da questo stadio sperimentale di auto elettrica a qualcosa di più usufruibile: la prima, più subitanea, è il nuovo modello in arrivo con batteria da 62 kWh (fino a 385 km di autonomia e 214 CV): questa novità rende il tutto più facile, visto che già solo coprire Roma Milano richiederebbe solo una ricarica completa (in questo caso arrivare all’80% con quella veloce richiederebbe 90 minuti). La seconda, più lenta, è la diffusione di colonnine: se ogni città possedesse qualche colonnina veloce, usufruire di quest’auto elettrica sarebbe facile, comodo e decisamente conveniente sia per le tasche di chi la guida, sia per il mondo stesso. Gli ecoincentivi e i bonus che vengono messi a disposizione sono davvero fantastici, e se andiamo a togliere poi le varie spese come bollo e strisce blu, il guadagno sul lungo periodo è assicurato.

Ma perché parlare di questo dopo aver provato su strada una Nissan Leaf? Perché vivere un’elettrica per 7 giorni fa capire come il mondo subirà un cambiamento, nel prossimo futuro, rendendo la guida differente da come è oggi. E anche perché Nissan, con la sua Leaf (Leading, Environment friendly, Affordable, Family car – auto familiare amica dell’ambiente economica e accessibile) tenta di portarci questa tecnologia ormai dal 2010, investendo sempre di più sull’elettrico (e implementando in questa auto la tecnologia Vehicle-to-grid, capace di scambiare energia con altri sistemi).

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